From settembre, 2015

Gambling as a surrogate for fortune

Between the end of the nineteenth and the first years of the twentieth century, there have been various analyses (of a juridical, fiscal, psychological, social, empathic-literary, moralizing or more properly philosophical nature) concerning the pathological drifts of gambling. GAMBLING appears as a surrogate for fortune, but also for election and grace once they are inserted in a more…

Sabir Festival 2015: Messina, 8-11 ottobre

IL SABIR È UNA LINGUA FRANCA CHE MERCANTI E UOMINI DI MARE DI DIVERSI PAESI HANNO USATO PER I LORO SCAMBI NEL MEDITERRANEO DAL MEDIOEVO FINO A TUTTO L’OTTOCENTO. UNA LINGUA IN COMUNE CHE NE ACCOGLIE MOLTE ALTRE, TRA CUI L’ARABO, L’OCCITANO, IL GRECO, IL CATALANO, IL TURCO, IL SICILIANO, IL VENEZIANO, IL GENOVESE. SABIR, DUNQUE, NON CORRISPONDE A UNA POPOLAZIONE PRECISA, NÉ DESIGNA UN TERRITORIO, MA ESPRIME L’ESIGENZA PRIMARIA DI SAPERE E DI COMUNICARE, OLTRE OGNI CONFINE.

Tra Buddha e Cristo. Ortoprassi e paradigma pluralista di Paul Knitter

«L’ex prete cattolico Paul Knitter ha cercato di ovviare al vuoto di una teoria della religione ridotta a imperativo categorico, per mezzo di una nuova sintesi tra Asia e Europa ben più concreta e più ricca». Così si esprimeva l’allora cardinale Joseph Ratzinger. L’ex religioso richiamato dalle sue parole era Paul Knitter, uno dei più controversi, ma fecondi e influenti teologi cattolici dei nostri anni, accusato di essersi spinto troppo in là nel suo preferire l’ortoprassi, il retto agire, al dogma. Accostatosi al buddhismo, Knitter coglie affinità e differenza tra due fedi viventi che, oggi più che mai, ci chiamano al dialogo tra il concreto della nostra esistenza e le “grandi domande” che la travolgono, tra saggezza, fragilità e compassione

Siamo un corpo. Dialogo con Daniel Pennac

“Abbiamo il cervello che pensa, il cuore che pompa, i polmoni che ventilano, lo stomaco che scioglie, il fegato e i reni che filtrano, i testicoli che progettano passano per semplici accessori a paragone delle nostre ossa. La vita vera e propria, il sangue, i globuli, il vivente, scaturisce dal midollo delle ossa”. Un incontro con lo scrittore francese che racconta il suo rapporto col corpo, la caducità, le tecnoscienze e la fragilità e la paura.

La città gioca d’azzardo: Consonno

«Qui il giorno 4 maggio 1958, S. S. Paolo VI, allora Arcivescovo di Milano, durante una visita pastorale soggiornò e fraternizzò fra gli abitanti, impartendo benedizioni ai presenti, fra l’entusiasmo della popolazione». La targa, apposta il 4 maggio 1976 sulla chiesetta di San Maurizio racchiude tutta la storia di Consonno.

L’umano all’epoca delle compassioni tristi

Dalla sfera pubblica alla messa in scena: lo spazio comune si è trasformato in un’immensa bolla che neutralizza ogni presa di distanza e ogni scommessa sul senso. L’Altro – affogato nel moralismo dei diritti civili o nell’empatia delle compassioni tristi – scompare, sostituito dal “diverso”: declinazione soft del barbaro di coloniale memoria, negazione di ogni reale differenza. Una riflessione a partire dall’ultimo libro di Alberto Abruzzese.

Simone Weil, Senza partito

‟La verità è una, la giustizia è una. Gli errori e le ingiustizie variano all’infinito.” Nei tumulti del ‟secolo breve”, Simone Weil era chiara, quasi profetica sulle sorti non certo felici che avrebbero atteso la democrazia qualora la si fosse idealmente ridotta a una forma vuota, misto di burocrazia, rancore e legalismo. Una democrazia fatta…

No Slot. Anatomia dell’azzardo di massa

Che cosa ci si gioca davvero, quando si gioca? E quale influenza ha sulla nostra società questa dipendenza, che in tanti insistono a descriverci come innocua, anche quando orribili fatti di cronaca li smentiscono? Un gruppo di ricercatori ci racconta la ludopatia nel tempo delle speranze svanite, e nel quale tentare la fortuna sembra divenire per tanti l’unica strada verso un futuro migliore. Ma quali radici ha questa passione sfrenata? Chi, oltre allo stato, davvero ci guadagna? E cosa possiamo fare, di concreto, per cambiare le cose?