From ottobre, 2015

Cooperare è più che competere. Dialogo con Richard Sennett

“Ama il prossimo tuo” ovvero, spiega il sociologo Richard Sennett, “collabora e coopera con lui”. Competizione e velocità, termini chiave del tempo presente, “sono altre parole per dire guerra di tutti contro tutti”. In nome di che cosa? Dello spread? Del Pil? Del marketing? O del nulla?

"Gene Gnocchi, Che cosa fare a Faenza"

Che cosa fare a Faenza quando sei morto

BARBIE NON HA PIÙ LA SUA MITICA CASA E DORME SU UN CARTONE. IL CARTONE È IN VENDITA. TUTTO È IN VENDITA, TUTTO È IMPERDIBILE, ECCEZIONALE. ECCO, PERCHÉ SI VUOLE MORIRE E NON ESSERCI PIÙ IN QUESTO MONDO ASSURDO. SE QUESTO È IL SOGNO DI QUALCUNO, FAENZA È IL BUEN RETIRO IDEALE. O ALMENO COSÌ PENSA PIERO SCHIVAZAPPA, IN ARTE RUDI ORTOLANI DETTO RUDI O’ CHE, IN FUGA DAL FRASTUONO DEL MONDO, TENTA MALDESTRAMENTE DI SCROLLARSELO DI DOSSO.

Corruttori del bene comune. Dialogo con Franco Ferrarotti

Le agenzie di socializzazione primaria – la scuola, la famiglia – hanno alzato bandiera bianca, hanno abdicato e delegato la loro funzione fondamentale ai new media che, in particolare, sono mezzi di grande efficacia tecnica ma di assoluta insensibilità e irresponsabilità etica. Siamo di fronte a generazioni di persone informatissime, che sanno tutto, ma che rischiano di non capire quasi niente. Un dialogo con Franco Ferrarotti.

Simone Weil e il transito mediterraneo

  Giovedì 8 ottobre alle 17, nel corso della seconda edizione del Sabir Festival di Messina, si terrà l’incontro su “Simone Weil e la condizione mediterranea”. Ne parleranno Rita Fusco e Marco Dotti.    

“Barbari di tutto il mondo…”. Intervista con Alberto Abruzzese

“Questo è il nostro finale d’epoca, il momento critico di relitti e derelitti del tempo e dello spazio della civilizzazione che invadono, accerchiano e penetrano al proprio interno e al loro esterno: sono percepiti come barbari tanto da chi è disposto o crede di essere disposto a includerli, magari per farli fruttare nel corpo esangue della civiltà occidentale, quanto da chi li esclude credendosi ultima barriera di difesa dei vecchi regimi della modernità”. Un dialogo a tutto campo con Alberto Abruzzese