From interviste

«Tu non ucciderai». Ripensare l’Europa con Lévinas

Che cos’è l’Europa? L’Europa, scriveva Emmanuel Lévinas, è «la Bibbia e i Greci». L’Europa è la sfida dell’unicità. Solo l’unico, osservava il filosofo ebreo franco-lituano, «è assolutamente altro». Senza unicità, non si instaura alcuna alterità, alcun rispetto

Il punto opaco e intimo dell’esitazione

Un’intervista con Andrea Tagliapietra, filosofo e autore di «Esperienza», edito per Raffaello Cortina. «L’esperienza non è al nominativo, è sempre al dativo: “a me capita di fare esperienza”. Ciò accade anche nelle storie e nel narrare. Sia chi ascolta una storia, sia chi la racconta fa esperienza al dativo»

C’è un Grande Fratello dell’azzardo e ci spia. Fiasco: «sui dati, nessuna trasparenza»

Il Parlamento, le autorità sanitarie, il governo stesso, l’opinione pubblica, la società civile non conoscono età, sesso, provenienza geografica, comportamenti dei giocatori: variabili che forniscono profili precisi e, per contro, informazioni preziose sulla salute e sui comportamenti a rischio. Eppure, quei dati sono in possesso dei Monopoli di Stato e, anziché essere resi pubblici, sono addirittura oggetto di commercializzazione. Intervista con il sociologo Maurizio Fiasco

Perché abbiamo bisogno di un’etica del turismo

Che cosa c’è di sbagliato nel farsi un selfie ad Auschwitz? O nell’andare a vedere le donne “dal collo lungo” in Thailandia? O nel farsi scortare dagli sherpa sull’Everest? A questi interrogativi risponde l’etica del turismo. Ne parliamo con Corrado del Bò

Aldo Bonomi: «Il nostro tempo ha bisogno di sussidiarietà circolare»

Sussidiarietà circolare, ci spiega il sociologo Aldo Bonomi, significa che «nei grandi salti d’epoca bisogna riconsegnare alla società il ruolo di attore primario. Il sociale può reclamare il ruolo di cittadinanza attiva, ma se vuole esserlo davvero deve avere il potere di negoziare con i soggetti e non trasformarsi nell’ultima ruota del carro di un bando»

Credere nell’uomo o credere nel denaro?

Si sta affermando un pensiero unico, legato alla finanza internazionale: grandi agglomerati bancari, sradicati e lontani dai territori, che daranno forma a veri e propri oligopoli del credito. Se a decidere del nostro futuro e a determinare le nostre scelte saranno solo quel pensiero unico e i suoi algoritmi che ne sarà della responsabilità, della proprietà, del merito creditizio, della libertà, dell’uomo? Un dialogo a tutto campo tra un economista e un banchiere

La poesia dell’ordinario e del quotidiano. Intervista a Derek Walcott

Derek Walcott: «Il linguaggio, per un poeta, è questione di melodia personale, individuale. Perché scrivo in inglese? Io scrivo sì in lingua inglese, ma la melodia di quell’inglese, la sua accentazione, è caraibica. Potremmo anche dire che non scrivo in inglese, ma non cambierebbe nulla. Poeticamente, le lingue non sopravvivono allo stato neutro e asettico, allo standard a cui vorrebbero ridurle taluni accademici. Comunque è chiaro che il mio non è il linguaggio di un americano, di un australiano, di un canadese e, tanto meno, di un poeta del Regno Unito. C’è dunque da chiedersi che cosa sia questa lingua, trasfigurata e piegata in una melodia personale, attraverso un’inflessione caraibica particolare. È ancora inglese? Certo che sì, ma impariamo a considerare le lingue come forme e forze vive, che necessariamente fuoriescono dai dizionari»

La città e la vita. Intervista con Marc Augé

Il mondo è diventato una grande città. Al tempo stesso, ogni città rappresenta un mondo. Con le sue periferie che ne interrogano il centro, i suoi spazi vuoti e i suoi luoghi ancora densi di relazione e di vita. Questo perché, a dispetto del fatto che centro e periferia siano considerati concetti mobili al pari di quello di frontiera, possono dire ancora molto dell’attuale riconfigurazione dell’urbano. Intervista con Marc Augé