From Marco Dotti

Hieronymus Bosch, immagini di un oscuro presagio per l´Europa

Chi riesce a vedere oltre l´immagine, in questa epoca dove le immagini sono diventate un brusio costante che non interroga né inquieta? Le immagini coprono lo spazio e saturano il silenzio. Aggiungono non senso al non senso. Ecco perché le figure di Bosch ci attraggono e spaventano al tempo stesso: sono il segno della nostra incapacità di leggere i segni, oltre il banale e il provvisorio. Proviamo a confrontare il suo San Cristoforo con la fotografia – che doveva cambiare il mondo, ma lo ha solo reso più assuefatto all´orrore – del piccolo Aylan Shenu

Marco Dotti

Marco Dotti is professor lecturing in the publishing industry at the University of Pavia

Catherine Pozzi, Il mio inferno. Poesie

«Io non so perché muoio e affogo. Non so di chi sono la preda. Non so di chi sono l’amore». Versi intensi, questi di Catherine Pozzi, scritti con un sentimento di attesa mistica, ma anche di sofferta disperazione. Le sue fonti sono i frammenti orfici, Giovanni della Croce, Teresa d’Avila, ma anche i grandi autori della stagione poetica del primo Novecento. Catherine Pozzi fu amica di Julien Benda, André Gide e, soprattutto, di Rainer Maria Rilke. Figlia di un noto chirurgo, studiosa di matematica, di fisica e scienze naturali, dopo un matrimonio tormentato, la Pozzi divenne l’amante e la compagna per otto anni di Paul Valéry, “il mio inferno” lo chiamerà. Minata nel fisico da una grave forma di tubercolosi, lasciò Valéry e visse gli ultimi anni della sua vita in solitudine, evitando accuratamente ogni contatto con la luce. Nota soprattutto per la sua produzione diaristica e autobiografica, da alcuni anni la Pozzi è al centro di un lavoro di riscoperta critica

"Gene Gnocchi, Che cosa fare a Faenza"

Che cosa fare a Faenza quando sei morto

BARBIE NON HA PIÙ LA SUA MITICA CASA E DORME SU UN CARTONE. IL CARTONE È IN VENDITA. TUTTO È IN VENDITA, TUTTO È IMPERDIBILE, ECCEZIONALE. ECCO, PERCHÉ SI VUOLE MORIRE E NON ESSERCI PIÙ IN QUESTO MONDO ASSURDO. SE QUESTO È IL SOGNO DI QUALCUNO, FAENZA È IL BUEN RETIRO IDEALE. O ALMENO COSÌ PENSA PIERO SCHIVAZAPPA, IN ARTE RUDI ORTOLANI DETTO RUDI O’ CHE, IN FUGA DAL FRASTUONO DEL MONDO, TENTA MALDESTRAMENTE DI SCROLLARSELO DI DOSSO.

La follia rivisitata

Chi è in piena salute? Il DSM-V ce lo dice: «Codice 100 – Funzionamento superiore alla norma in un ampio spettro di attività, i problemi legati alla vita non sembrano mai sfuggire di mano, è ricercato dagli altri per le sue numerose qualità positive. Nessun sintomo». Nessun sintomo: il grado zero della qualità,

Putin. Il conflitto russo-ucraino e la geopolitica del nuovo disordine mondiale

Il colpo di Stato che, nel febbraio 2014, ha deposto Janukovyč è stato solo l’ultimo tentativo di spingere l’Ucraina nella Nato, preparando così il terreno alla definitiva disintegrazione della Russia come Grande Potenza. Ma se l’Ucraina entrasse definitivamente nell’area di influenza occidentale, il confine russo diventerebbe indifendibile e instabile. Con quali conseguenze, nel breve e sul lungo periodo? Ne parliamo con Eugenio di Rienzo

Benvenuti in E-stonia

Nel paese con 1,3 milioni di abitanti e 1.100 wi-fi gratuiti: tra incubatori di startup, una nuova spiritualità e burocrazia digitale

Luce nera. Strindberg, Paulhan, Artaud

«C’è una luce che viene da Dio e una luce che è Dio stesso. Questa seconda luce è nera». Henry Corbin invitava a considerare in questi termini l’espressione persiana “nur-e-syah” (luce nera). D’altronde, già dai primi anni del ‘900, partendo dall’idea che fosse possibile individuare un “rovescio della luce” e che il nero rappresentasse tutt’altro che l’assenza di colore, una schiera di artisti, scrittori, uomini di teatro e scienziati si misero al lavoro per sondare quello che sembrava uno dei più enigmatici misteri della materia e delle sue metamorfosi. Strindberg, a Parigi, iniziò a studiare i processi chimici di trasformazione dei minerali, e a verificarli nel campo della fotografia. Le sue “cristallografie” influenzarono artisti e scrittori che diedero vita a una comunità eccentrica che univa figure molto diverse tra loro come Daumal, Michaux, Paulhan, Le Bon, Braque, Queneau fino a Breton, Aragon e Dalì.