Italia, Paese di disuguali

Solo quando i dati incontrano un territorio diventano segno di realtà tangibili. Nel suo ultimo lavoro, titolato Nel Paese dei disuguali. Noi, i cinesi e la giustizia globale (Egea, Milano 2017) Dario Di Vico, inviato del Corriere della Sera, tra i più attenti a cogliere i mutamenti della realtà sociale italiana, mette a frutto questa lezione portandoci nel cuore di una disuguaglianza tanto più disarmante, quanto più tangibile.

Domande che non possono restare circoscritte in qualche slide e in qualche grafico, ma urlano alla coscienza etica, civile, intellettuale di tutti: tanto più oggi, quando apprendiamo che nel nostro Paese 1,3milioni di bambini vivono in condizioni di povertà assoluta, milioni che diventano 2 (ovvero 1 bambino su 4 fra quelli che abitano il nostro Paese) se prendiamo come riferimento i parametri della povertà relativa.

Un fenomeno, quello della disuguaglianza, che non può restare oggetto di (infinito) dibattito fra assertori di teorie e ricette economiche astratte o comunque lontane dalla vita attiva dei territori. A contatto con i territori, infatti, più che un’astratta disuguaglianza emergono i disuguali: donne e uomini che, nella vita minuta, nelle storie concrete, fanno i conti con la “globalizzazione”.

La mappa non è il territorio

Se, come si diceva un tempo, la mappa non è il territorio è altrettanto vero che senza buone mappe non si va a nessuna parte. Ma le mappe devono “mordere” il terreno, non diventare alibi. Così, scrive l’Autore, se «le lezioni dei classici dell’egualitarismo riformista, i Sen o i Rawls, che ci hanno aiutato a impadronirci del lessico e della pratica della moderna giustizia sociale non mordono più. Sono litanie buone per i festival di cultura, non per allargare il perimetro della società aperta ai forgotten men».

Se, come insegnava l’economista Ernst F. Schumacher, vogliamo davvero cominciare a immaginarci un’economia «come se le persone contassero davvero», queste mappe e queste storie ci servono come il pane.

FONTE: MARCO DOTTI, “ITALIA, PAESE DI DISUGUALI”, VITA, 11 DICEMBRE 2017