Michel de Certeau all’Ambrosiana

A trent’anni dalla scomparsa di Michel de Certeau, Fabula mistica II – che raccoglie testi inediti o parzialmente pubblicati – dispiega tutta la sua potenza teorica di fronte all’impazienza dell’assoluto che caratterizza le scritture mistiche. Parole in cui si declina un’identità ferita, epoche smarrite, passaggi di senso e nuove configurazioni testuali: lo sguardo dello storico si lascia interrogare dalla selva di opere disseminate lungo un arco temporale che ha segnato la nascita della modernità e prova a individuarne i punti di viraggio, l’ambiguo oscillare tra ortodossia e trasgressione, l’equivoco che grava sui significati quando pretendono di imporre un senso unico o definitivo.

Attraverso le analisi di Certeau le scritture mistiche, solo apparentemente ai margini di società in cerca di stabilità, mostrano la loro carica eversiva e – insieme – fondatrice di nuovi assetti del pensiero: da Nicola Cusano a Giovanni della Croce, da Surin a Pascal e fino alle glossolalie studiate da Saussure, la singolarità dell’esperienza mistica – «intuizione dell’assoluto in maniera singolare» – esplode nella storia come un impossibile che cerca di tradursi e impone al lavoro dello storico di riconfigurare continuamente gli strumenti delle sue indagini.

 

Michel De Certeau nasce a Chambéry il 17 maggio 1925. Dopo studi in filosofia, lettere classiche, storia e teologia, entra nella Compagnia di Gesù nel 1954 e viene ordinato sacerdote nel 1956. Insegna in varie Università a Parigi, in America Latina e negli Stati Uniti. A partire dal 1964 partecipa attivamente all’École freudienne de Paris fondata da Jacques Lacan. Nel 1984 rientra a Parigi dopo sei anni di insegnamento in California per assumere
la cattedra di Antropologia storica delle credenze all’École des Hautes Études en Sciences Sociales. Muore a Parigi il 9 gennaio 1986. Volumi pubblicati presso Jaca Book: Pierre Favre (2014); Fabula mistica. XVI – XVII secolo, I (2008); La scrittura della storia (2006); Politica e mistica. Questioni di storia religiosa (1975).