Commissione Europea:«l’AI pone sfide cruciali che vanno affrontate sul piano etico e sociale»

«Come il motore a vapore e l’elettricità nel passato, l’Intelligenza Artificiale sta trasformando il nostro mondo». Lo dichiara Andrus Ansip, che aggiunge: «entro il 2020 dobbiamo investire almeno 20 miliardi di euro nell’ambito dell’AI».

IL PIANO DI INVESTIMENTO EUROPEO

Per Ansip, Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per il Mercato unico digitale: «l’Intelligenza Artificiale pone sfide nuove che l’Europa deve affrontare compatta se vogliamo che l’IA abbia successo e funzioni per il bene di tutti. La Commissione sta facendo la sua parte: oggi diamo ulteriore impulso ai ricercatori perché possano sviluppare la prossima generazione di tecnologie e applicazioni di IA, e alle imprese perché possano accettarle e adottarle».

L’UE nel suo complesso, coinvolgendo in sinergia il settore pubblico e quello privato, dovrebbero aumentare gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione per l’IA di almeno 20 miliardi di euro entro la fine del 2020. Nel frattempo, passando dai progetti ai fatti, la Commissione dovrebbe iniziare aumentando i propri investimenti fino a 1,5 miliardi per il periodo 2018-2020, nel quadro del programma di ricerca e innovazione Orizzonte 2020.

Si prevede che tale investimento mobiliterà altri 2,5 miliardi di euro di finanziamenti dei partenariati pubblico-privato esistenti, ad esempio in materia di big data robotica. Fornirà sostegno allo sviluppo dell’IA nei settori principali, dai trasporti alla sanità; metterà in contatto e rafforzerà i centri di ricerca sull’IA nell’Europa intera e incentiverà le prove e la sperimentazione.

La Commissione fornirà inoltre appoggio all’elaborazione di una “piattaforma di Intelligenza Artificiale a richiesta» che offrirà l’accesso alle risorse pertinenti all’IA nell’UE a tutti gli utilizzatori. Sarà inoltre mobilitato il Fondo europeo per gli investimenti strategici per fornire a imprese e start-up un sostegno aggiuntivo finalizzato agli investimenti in IA. Grazie al Fondo europeo per gli investimenti strategici si mira a mobilitare oltre 500 milioni di investimenti complessivi entro il 2020 in diversi settori chiave.

La Commissione, continuerà inoltre a creare un ambiente favorevole agli investimenti. Poiché i dati costituiscono la materia prima per la maggior parte delle tecnologie di IA, la Commissione propone oggi una legislazione per consentire il riutilizzo di volumi maggiori di dati e misure per semplificare la condivisione dei dati. Vi rientrano i dati provenienti dai servizi pubblici e quelli relativi all’ambiente, oltre ai dati della ricerca e della sanità.

PREPARASI ALL’IMPATTO SOCIALE

Molti lavori spariranno. Altri nasceranno. Ma che cosa accadrà, come ha osservato ieri il Vicepresidente della Commissione Lavoro Katainen, è davvero difficile saperlo.

In questo clima di inevitabile incertezza, dove l’unica cosa certa è che l’AI sta per cambiare alla base il nostro sistema di referenza socio-economica, preparasi all’impatto è una necessità comune.

La Commissione vuole pertanto incoraggiare gli Stati membri a modernizzare i propri sistemi di istruzione e formazione e a sostenere le transizioni nel mercato del lavoro sulla base del pilastro europeo dei diritti sociali. Come? La Commissione dichiara che fornirà appoggio ai partenariati imprese-istruzione al fine di attirare e trattenere in Europa sempre più talenti nel campo dell’IA, istituirà programmi di formazione dedicati grazie al sostegno finanziario del Fondo sociale europeo e sosterrà le abilità digitali e le competenze in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM), l’imprenditoria e la creatività. Le proposte del prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE (2021- 2027) comprenderanno maggiore sostegno alla formazione dedicata alle abilità digitali avanzate, tra cui le competenze riguardanti specificamente l’IA.

UNA PIATTAFORMA ETICA COMUNE

Come tutte le tecnologie trasformative, l’Intelligenza Artificiale fa sorgere nuove questioni etico-giuridiche: chi si assumerà la responsabilità di decisioni potenzialmente non imparziali? Chi, nel caso del lavoro, deciderà su assunzioni e licenziamenti, su priorità e investimenti? Un algoritmo?

Nuove tecnologie – osservano dalla Commissione – non dovrebbero significare nuovi valori. Entro la fine del 2018 la Commissione presenterà orientamenti etici sullo sviluppo dell’IA, basati sulla Carta dei diritti fondamentali dell’UE, tenendo presenti principi come la protezione dei dati e la trasparenza e sulla base del lavoro del Gruppo europeo per l’etica delle scienze e delle nuove tecnologie. Per la stesura di tali orientamenti la Commissione sarà inoltre assistita da tutti i pertinenti portatori di interessi riuniti nell’Alleanza europea per l’IA.

FONTE: Vita, 25 aprile 2018